Intervista a Giuseppe Di Martino

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IL PASTIFICIO DI MARTINO SPOSA GRANDI PASTAI ITALIANI
di Clara Ippolito
Potremmo chiamarlo il bel matrimonio della pasta italiana, visto che il Pastificio Di Martino Gaetano e F.lli S.p.A. ha acquisito di recente una quota pari al 67% del capitale di Grandi Pastai Italiani, inserendosi a pieno titolo, grazie a un fatturato annuo di 150 milioni di euro, tra i primi player nazionali nel campo della produzione della pasta. Un’importante operazione di cui ci parla Giuseppe Di Martino, Amministratore Delegato del Pastificio Di Martino, importante figura che ricopre lo stesso ruolo accanto a quello di AD del nuovo Cda, affiancato da Giovanna Di Martino, consigliere al pari di Adriano Nicola (già Presidente di Grandi Pastai Italiani).

Giuseppe Di Martino

bi La tradizione della pasta secca del Sud incontra quella fresca del Nord. Un fatto straordinario. Come e quando matura l’idea di partecipare al controllo della Grandi Pastai Italiani Spa?
G.D.M.
L’idea nasce da una richiesta più volte espressa da parte dei nostri maggiori clienti. Questo ci ha portato negli ultimi due anni alla ricerca del giusto obiettivo da raggiungere. Abbiamo, pertanto, visitato e valutato molte altre opzioni, ma Grandi Pastai Italiani ci è sembrata da subito la realtà più vicina alla nostra idea iniziale.
bi Lei rappresenta uno dei pastifici più antichi della storia della pasta secca italiana. Come avrebbero visto, secondo Lei, i suoi predecessori quest’operazione?
G.D.M. Mio nonno era uomo d’azione e di passione. Mi raccontano che era solito buttare il cuore al di là dell’ostacolo, per poi riprenderselo in slancio. Più riflessivi, invece, i suoi figli. In ogni caso, sono sicuro che sarebbero stati felici dell’espansione aziendale, soprattutto perché è una scelta consapevole e fatta in maniera sicura e con profonda cognizione di causa.
bi Che cosa cambia ora nella produzione e nella distribuzione delle paste?
G.D.M.
Nei sette diversi stabilimenti ci saranno sinergie sugli acquisti di imballaggio, materie prime e sistemi informatici. Speriamo a breve di convertire la produzione di Grandi Pastai Italiani ai nostri principi e alle nostre direttrici di valori, primo fra tutti la provenienza 100% Italiana delle materie prime.
bi Quali e quanti saranno d’ora in poi gli stabilimenti produttivi?
G.D.M. Gli stabilimenti produttivi oggi sono sette, come dicevo prima. Ai quattro di pasta secca (due siti in Gragnano, uno a Salerno e un ultimo a Pastorano), infatti, si aggiungono i tre di pasta fresca di Correggio, San Marino in Rio, Sesto e Uniti. Nel complesso, quindi, possiamo dire di essere presenti in tre regioni: Campania, Lombardia ed Emilia Romagna.
bi In che modo si traduce questa nuova sfida nelle strategie di promozione e distribuzione sui mercati esteri?
G.D.M.
Quest’acquisizione ci permette di dare una risposta integrale al mondo della pasta, permettendoci di avvicinarci a mercati ai quali prima non avevamo accesso, costruendo anche ipotesi di sviluppo congiunto di formati e studio di promozioni incrociate che prevedano sia pasta fresca sia pasta secca. Per quel che concerne la distribuzione, invece, trattandosi di prodotti diversi, con differenti esigenze, si seguiranno inevitabilmente logiche differenti.

Giuseppe Di Martino e le paste Grandi Pastai Italiani.

bi Siete già ben presenti in Germania con i Vs. marchi. Quali forme di comunicazione intendete adottare in questo Paese?
G.D.M.
In Germania il marchio Di Martino è presente nei supermercati Kaufland e presso vari grossisti, specialisti di prodotti italiani. Grandi Pastai, invece, è presente nella grande distribuzione organizzata come marchio privato. Nei nostri progetti, c’è quello di lanciare la pasta fresca a marchio Di Martino anche da Kaufland.
bi Il consiglio di un grande esperto in materia di pasta ai tantissimi ristoratori italiani in Germania, cui ci rivolgiamo.
G.D.M.
Innanzitutto, è importante che guardino al prodotto prima che al portafogli. Nessuna pasta di qualità può costare sul mercato meno di 1 € al pacco e, per ottenere un buon piatto, è essenziale scegliere le giuste materie prime. Consigliamo loro, inoltre, di preferire prodotti della propria terra, come una pasta fatta con grano italiano. Questo, oltre a dare un vantaggio di gusto, favorisce i produttori locali e le incredibili eccellenze che il nostro Paese vanta. Infine, consigliamo di non fermarsi ai formati di pasta più comuni, ma di giocare con quelli più insoliti, che si prestano a infinite interpretazioni e possono risultare interessanti e divertenti per il cliente. Ovviamente, è importante non dimenticare di abbinare correttamente i diversi formati con i propri condimenti, in modo da valorizzare ed esaltare al meglio la forma e il gusto dei singoli ingredienti e della pasta stessa.
Nella foto di apertura, da sinistra Adriano Nicola e Giuseppe Di Martino
Credits Pastificio Di Martino G. & F.lli SpA
 
 

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